Valutazione psicologica
in pazienti pediatrici
Nel caso di candidati al trapianto in età pediatrica, la
valutazione di idoneità va rivolta sia al paziente che ai genitori.
In tal ambito gli obiettivi della valutazione, come da linee
guida stilate dagli PSI TO (Gruppo di Lavoro Italiano sugli
Aspetti Psicologici e Psichiatrici dei Trapianti d'Organo) mirano
a:
Favorire il consenso dei genitori all'intervento
e la partecipazione consapevole del minore, attraverso l'identificazione
dei punti critici e delle risorse presenti.
Favorire la collaborazione alle cure (alleanza
terapeutica) sia nel pre che nel post trapianto.
Pianificare interventi di supporto relativamente
alle aree critiche individuate sia nel minore che nei genitori.
Valutazione psicologica
relativa a trapianto d'organo da donatore vivente
La
valutazione psicologica di
un eventuale donatore, dovrebbe precedere le altre visite per
svelare eventuali disturbi psichici silenti che potrebbero precludere
la donazione stessa. Il donatore, inoltre, deve essere ampiamente
informato sui rischi cui potrebbe andare incontro. In tal ambito,
il ruolo dello psicologo, mirerà a valutare il grado
di coscientizzazione raggiunto al riguardo. Un altro punto importante
della valutazione psicologica è quello di svelare eventuali
pressioni psico-sociali (coercizione) all'interno della famiglia
che potrebbe essere dannosa per il donatore. A tal riguardo,
la legge italiana richiede un colloquio del potenziale donatore
con un magistrato che dovrà verificare la reale spontaneità
della donazione e l'assenza di condizionamenti/coercizione esterne.
NB: In caso di donazione da vivente a un paziente in età pediatrica, la valutazione dovrà essere rivolta al donatore, al piccolo paziente ed ai suoi genitori (Linee Guida Nazionali)