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Il trapianto di fegato da donatore vivente è una vera e propria terapia che deve essere utilizzata quando il paziente - a causa della gravità delle sue condizioni di salute - non può attendere i lunghi tempi delle liste d'attesa. La strada maestra resta il trapianto da cadavere ma la donazione da vivente può rappresentare un'opportunità terapeutica valida quando non vi sono altre soluzioni.

Trapianto da donatore viventeIl trapianto da donatore vivente presenta alcuni vantaggi: prevede l'utilizzo a scopo di trapianto di un organo sicuramente sano e per il quale non è stato necessario bilanciare artificialmente in terapia intensiva l'instabilità emodinamica tipica di un donatore in morte cerebrale. Inoltre, la porzione di fegato prelevata è conservata (ischemia fredda) solo per pochi minuti prima del trapianto, rispetto alle diverse ore necessarie nel caso di prelievo da donatore cadavere (infatti, l'intervento è eseguito in due sale operatorie attigue, simultaneamente e, quindi, il fattore tempo di trasporto e conservazione dell'organo non incide). Di conseguenza, un organo prelevato da donatore vivente può garantire una ripresa funzionale post-trapianto più veloce.

Trapianto da donatore vivente Il trapianto da vivente consente anche di eseguire l'intervento in elezione, cioè quando donatore e ricevente si trovano nelle migliori condizioni cliniche possibili.

Bisogna però sottolineare che esistono alcuni rischi. Nel caso di trapianto di fegato da donatore vivente, infatti, un individuo assolutamente sano viene sottoposto a un intervento di chirurgia maggiore. Si tratta, quindi, di un intervento estremo che sottopone il donatore a tutti i rischi operatori legati all'esecuzione di una resezione epatica maggiore e all'anestesia generale.

ISMETTSecondo le statistiche mondiali, il rischio di mortalità per il donatore è dello 0,01%. Allo scopo di salvaguardare l'integrità della salute di chi dona una piccola porzione di fegato e ridurre al minimo qualsiasi pericolo all'ISMETT sono stati sviluppati rigidi criteri di selezione del donatore. Presso l'Istituto Mediterraneo dal 22 gennaio 2002 al 31 luglio 2003 sono stati eseguiti nove trapianti di fegato da donatore vivente. Sette pazienti su nove stanno bene e hanno ripreso a condurre una vita normale.

Da un punto di vista chirurgico il trapianto di fegato da donatore vivente tra individui adulti consiste nel prelevare la parte destra del fegato del donatore e trapiantarla nel ricevente, dopo aver asportato l'organo malato. Il motivo per cui è possibile dividere il fegato in due parti sta nel fatto che ciascuno dei due lobi ha una propria vascolarizzazione arteriosa e venosa e drena la bile attraverso due dotti principali, destro e sinistro, che si uniscono solo nel loro ultimo tratto, al di fuori del fegato. Inoltre, il fegato ha la capacità di rigenerarsi e già dopo 3-4 settimane dall'intervento chirurgico (sia nel donatore, sia nel ricevente) ritorna alle dimensioni originarie pre-trapianto.

Trapianto da donatore viventeDue èquipe eseguono contemporaneamente gli interventi, la cui durata è di circa 8 ore per il donatore e di 10 ore per il ricevente. Il tempo di ospedalizzazione del donatore dopo l'intervento è di circa 5-7 giorni, salvo complicazioni che possono insorgere in circa il 30% dei casi. Il donatore trascorre la prima notte dopo l'intervento in terapia intensiva e, quindi, in seconda giornata post-operatoria è trasferito nel normale reparto di degenza dove inizia subito a seguire la terapia riabilitativa. Solitamente l'operazione non richiede la trasfusione di sangue. Il donatore potrà tornare a condurre una vita normale dopo circa 4-6 settimane.

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