Alcuni dei progressi più significativi compiuti nell'attività di trapianto di fegato sono derivati dalla necessità di trovare una soluzione alla scarsità di organi disponibili per il trapianto di fegato pediatrico (Box01.ppt). L'epidemiologia dell'insufficienza epatica irreversibile e della morte cerebrale sono molto diverse tra loro nel paziente pediatrico: la maggior parte dei bambini candidati a trapianto di fegato hanno meno di due anni di età, mentre pochi bambini che muoiono per cause che causano morte cerebrale hanno meno di 5 anni di età. Per queste ragioni, prima della recente introduzione di nuove tecniche chirurgiche la mortalità dei bambini in lista di attesa per il trapianto pediatrico era circa del 50%.
Il trapianto di fegato pediatrico è stato rivoluzionato dall'introduzione di tecniche chirurgiche che consentono di ridurre le dimensioni del fegato in modo tale da renderlo compatibile con le dimensioni del ricevente. Dal fegato di un donatore cadavere dal peso sino a 12 volte superiore a quello del ricevente può essere ottenuto una porzione di organo (solitamente costituita dai segmenti epatici laterali sinistri) che può essere trapiantata in un bambino del peso inferiore a 10 kilogrammi (Ridotto.avi). L'impiego di questa tecnica ha però lo svantaggio di utilizzare per il trapianto pediatrico organi normalmente destinati al trapianto di un adulto.
Per ovviare a questo inconveniente alla fine degli anni '80 sono state introdotte due nuove metodiche di trapianto: la tecnica di split liver e quella di trapianto da donatore vivente. Queste due metodiche si sono sviluppate ed evolute parallelamente: l'affinamento delle metodiche di trapianto da donatore vivente ha permesso di migliorare la metodica di split liver rendendola sicura ed efficace sia nel trapianto di pazienti pediatrici che di adulti. Gli ottimi risultati ottenuti con il trapianto split ha in molti paesi virtualmente eliminato la necessità di ricorrere al trapianto da donatore vivente nel caso dei riceventi pediatrici. La popolazione pediatrica è cosi diventata un sottogruppo privilegiato nell'ambito dei pazienti candidati a trapianto di fegato, con una mortalità in lista di attesa quasi pari a zero.
La tecnica di split liver consente di ottenere due organi, trapiantabili solitamente in un ricevente adulto ed in un bambino, da un unico donatore cadavere (Split convenzionale(2).avi). Sebbene i primi risultati (Box02.ppt) dell'applicazione di questa metodica non fossero paragonabili a quelli ottenuti con le tecniche di trapianto convenzionali, successive evoluzioni tecniche ne hanno migliorato i risultati (Box03.ppt) sino a fare diventare lo split liver la metodica di prima scelta per il trapianto pediatrico.
Il trapianto di una porzione di fegato, sia essa prelevata da un donatore cadavere che da un donatore vivente, inizialmente concepito per fronteggiare la scarsità di organi per il trapianto pediatrico, è più di recente diventato un modo per cercare di colmare il crescente scarto che esiste tra il numero dei donatori cadavere, che in molti paesi sembra aver raggiunto un plateau, ed il numero sempre in ascesa di pazienti adulti candidati al trapinto di fegato.
In quest'ambito il trapianto da donatore vivente trova sempre maggiore applicazione nella sua variante tecnica che prevede il prelievo ed il trapianto del lobo epatico destro. A differenza del ricevente pediatrico, dove è necessario assicurarsi che la parzione di fegato trapiantata non sia troppo grossa, nel ricevente pediatrico è esseziale che il paziente riceva una massa epatica di volume sufficiente. In generale, si ritiene che la porzione di fegato trapiantata debba essere almeno l'1% del peso corporeo del ricevente. Nella maggior parte dei casi il lobo epatico destro ha un volume tale da soddisfare questo requisito, dimostrando che il fegato di un adulto è in grado di mantenere in vita due adulti: il donatore ed il ricevente.
Un intervento chirurgico simile a quello che viene realizzato nel donatore vivente può essere effettuato nel donatore cadavere per ottenede due graft di dimensioni sufficienti per essere trapiantati in due riceventi adulti, spostando verso destra, rispetto alla tecnica di split liver convenzionale, il piano lungo il quale viene diviso il parenchima epatico (Da split a splittone.avi). In questo modo la metodica di split liver per due riceventi adulti potrà contribuire in futuro ad aumentare
significativamente il numero dei trapianti di fegato (Split per adulti.avi).