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PremessaIn via sperimentale e in un quadro di rapporti di collaborazione intrapresi con le strutture sanitarie partner è stato siglato un accordo fra ISMETT e Ospedale Civico che unifica il programma di trapianto di rene delle due aziende. Stando al nuovo protocollo i trapianti di rene sia da cadavere che da vivente verranno eseguiti da un gruppo unico che vedrà insieme le equipe del Civico e dell'ISMETT. Secondo le nuove linee guida, stilate tenendo conto dei parametri previsti dal Ministero per la Salute e dal Centro Nazionale per i Trapianti, le liste d'attesa verranno gestite in maniera unitaria.

Le opzioni terapeutiche per l'insufficienza renale terminale sono tre: due tipi di dialisi (emodialisi e dialisi peritoneale), oppure il trapianto di rene. Quest'ultimo consente di ristabilire la funzionalità renale ed evita che, per sopravvivere, sia necessario ricorrere al trattamento di dialisi cronica. Oggi il trapianto di rene ha un'alta probabilità di successo e, grazie ai nuovi farmaci immunosoppressivi, è possibile associare a un migliore controllo del rigetto una bassa tossicità per l'organismo. La qualità di vita dei pazienti trapiantati di rene è nettamente migliore e la loro aspettativa di vita è certamente superiore rispetto a quella dei pazienti in dialisi cronica. Se un tempo la dialisi era applicata a pazienti relativamente giovani, oggi, con l'innalzamento della vita media, pazienti di età avanzata vengono sottoposti a trattamento dialitico cronico e, di conseguenza, aumenta il numero dei pazienti che, anche di età avanzata, possono essere inseriti in lista d'attesa per trapianto di rene.

PremessaIl trapianto di rene non è di per sè un intervento chirurgico molto complesso, sebbene le diversità anatomiche individuali nel ricevente e nel donatore richiedano l'opera di un chirurgo esperto. Generalmente, l'intervento di trapianto dura dalle 2 alle 4 ore e può essere eseguito su pazienti di età compresa tra pochi mesi di vita fino a oltre 75 anni di età. Il rene trapiantato è posizionato in una area diversa da quella del rene nativo e precisamente in una delle due fosse iliache, senza ledere il peritoneo. L'arteria renale è anastomizzata all'arteria iliaca, mentre la vena renale alla vena iliaca esterna del ricevente. Infine, l'uretere viene impiantato nella vescica, in modo da fare fluire liberamente l'urina in quest'ultima. Nella maggior parte dei casi, i reni nativi non vengono rimossi, a meno che non si ritenga che possano essere causa di complicazioni cliniche successive.

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