Ismett
Mappa del sito Trapianto da cadavere

In circa il 30% di pazienti sottoposti al trapianto di rene la causa è il diabete, una patologia comune che compromette la funzionalità del pancreas alterando il metabolismo. Il diabete può essere controllato grazie all'assunzione di insulina. Tuttavia, con il progredire del tempo, può sviluppare delle gravi complicanze e tra queste le più comuni sono: aumento della pressione arteriosa, malattie del cuore, ictus, malattie degli occhi, malattie dei vasi sanguigni in particolare degli arti inferiori, malattie dei nervi (alterazioni del sistema nervoso periferico) e, soprattutto, danni renali. L'insufficienza renale ha come conseguenza l'incremento di tossine nell'organismo, la ritenzione dei fluidi e l'aumento del livello di alcuni minerali nel sangue, che può essere letale.

Trapianto da cadavereLe opzioni terapeutiche per l'insufficienza renale terminale sono tre: due tipi di dialisi (emodialisi, dialisi peritoneale), oppure il trapianto di rene. Quest'ultimo consente di ristabilire la funzionalità renale ed evita che, per sopravvivere, sia necessario ricorrere al trattamento di dialisi cronica. Rispetto a 15 anni fa, oggi il trapianto di rene ha un successo di gran lunga superiore e, grazie alla disponibilità di nuovi farmaci immunosoppressivi, è possibile associare ad un migliore controllo del rigetto una minore tossicità per l'organismo.

La percentuale di sopravvivenza ad un anno dall'intervento nei pazienti trapiantati con rene prelevato da cadavere si avvicina al 95% e la funzionalità dell'organo è del 91% negli adulti e del 100% nei bambini (trattati con terapia immunosoppressiva usando come farmaco principale l'FK 506). Grazie all'FK 506 ed ad altri recenti farmaci immunosoppressivi, la qualità di vita dei pazienti trapiantati di rene è nettamente migliorata e l'aspettativa di vita è certamente superiore rispetto a quella dei pazienti in dialisi cronica. Mentre un tempo la dialisi era applicata a pazienti relativamente giovani, oggi, con l'innalzamento della vita media, pazienti di età avanzata vengono sottoposti a trattamento dialitico cronico e, di conseguenza, aumenta anche il numero dei pazienti che possono essere inseriti in lista d'attesa per trapianto di rene. Purtroppo però, all'incremento del numero dei candidati al trapianto non corrisponde un aumento delle donazioni e dei prelievi di organi da cadavere, con la chiara conseguenza per i pazienti candidati al trapianto del dilatarsi del tempo di attesa in lista.

Trapianto da cadavereGeneralmente, l'intervento di trapianto dura dalle 2 alle 5 ore e può essere eseguito su pazienti di età compresa tra pochi mesi di vita fino ad oltre 70 anni di età. Il rene trapiantato viene posizionato in una area diversa da quella del rene nativo, e precisamente in una delle due fosse iliache, senza aprire il peritoneo. L'arteria renale viene anastomizzata alla arteria iliaca, e la vena renale alla vena iliaca del ricevente. Infine, l'uretere viene impiantato nella vescica, in modo da fare fluire liberamente l'urina in quest'ultima. Nella maggior parte dei casi, i reni nativi non vengono rimossi, a meno che non si ritenga che possano essere causa di complicazioni cliniche successive.

IMMEDIA - Immaginazione digitale
cerca   |   english   

Ismett

University of Pittsburgh Medical Center ISMETT