Linea n°1 – Trapianti e Insufficienze terminali d’organo

Descrizione: L’insufficienza terminale d’organo descrive una condizione comune a diversi organi in cui, a seguito di malattie acute, croniche e acute su croniche di varia natura (degenerative, infiammatorie, immunitarie, infettive, neoplastiche, metaboliche, tossiche, ecc.) la capacità funzionale dell’organo è compromessa in modo ingravescente e irreversibile. La condizione si caratterizza per la mancata risposta alla terapia medica standard, l’aumento del numero di ospedalizzazioni, la riduzione della qualità di vita e l’aumentata mortalità. In molti casi il trapianto di organo è l’unica terapia possibile. I criteri per la identificazione della insufficienza funzionale d’organo e le indicazioni al trapianto dei vari organi sono definiti da linee guida nazionali e internazionali. I progetti che afferiscono a queste linee di ricerca preclinica, clinica e traslazionale hanno lo scopo di prevenire, ritardare e curare l’insufficienza terminale di organi vitali.

Obiettivi:

  • Studiare i meccanismi fisiopatologici, immunitari, genetici, cellulari e biomolecolari delle malattie che possono causare insufficienza terminale d’organo.
  • Sviluppare programmi di screening delle malattie che possono causare insufficienza terminale d’organo.
  • Identificare i fattori prognostici nella storia naturale delle malattie alla base delle insufficienze terminali d’organo con lo scopo di definire profili evolutivi (progressione della malattia, insorgenza di complicanze) e di risposta terapeutica utili a migliore la qualità delle cure.
  • Studiare le comorbidità associate alle insufficienze terminali di organo che influenzano negativamente la prognosi (disordini neurologici e ipertensione portale nella epatopatia, miocardiopatia del cirrotico, disfunzione renale nella insufficienza cardiaca, vasculopatia e obesità nel diabete, disordini neurologici nella sindrome metabolica, ecc.).
  • Sviluppare nuove strategie e terapie mediche innovative per il trattamento della malattia di base e delle sue complicanze (infettive, neoplastiche, immunitarie, infiammatorie, vascolari, neurologiche, ecc.), al fine di prevenire, ritardare o curare l’insufficienza terminale d’organo e le relative complicanze, aumentare gli interventi chirurgici radicali, personalizzare le cura, migliorare la qualità della vita e la gestione del “fine vita”.
  • Identificare i fattori prognostici nella storia naturale dei pazienti sottoposti a trapianto d’organo con lo scopo di ridurre l’incidenza di complicanze, migliorare la qualità delle cure e l’outcome del post trapianto.
  • Studiare i meccanismi fisiopatologici, immunitari, genetici, cellulari e molecolari alla base delle complicanze dopo il trapianto (danno da ischemia-riperfusione, primary graft failure, ritardata ripresa funzionale, small-for-size-graft-syndrome, complicanze infiammatorie, immunitarie, infettive, vascolari, neurologiche e neoplastiche).
  • Sviluppare nuove strategie e terapie mediche innovative volte a prevenire l’insorgenza di complicanze nel post-trapianto, aumentare l’efficacia del trattamento delle complicanze (nuovi farmaci e protocolli per l’immunosoppressione o la induzione di tolleranza, farmaci per il trattamento di infezioni e microorganismi multiresistenti, ecc.), l’eleggibilità dei pazienti candidati al trapianto d’organo (screening e trattamento delle lesioni neoplastiche e preneoplastiche, downstaging dei tumori del fegato, ecc.), l’efficacia e l’efficienza dei metodi di allocazione degli organi, il numero dei donatori da vivente (programmi di educazione e formazione, ecc.), l’utilizzo di organi marginali (matching donatore-ricevente, preservazione e ricondizionamento degli organi dopo il prelievo per la riduzione del danno da ischemia-riperfusione, ecc.), l’utilizzo di organi da donatore AB0 incompatibile e organi parziali da donatore cadavere o vivente.