Trapianto di rene da donatore vivente
Responsabile: Salvatore Piazza

Il trapianto di rene da donatore vivente è un intervento chirurgico maggiore di alta complessità, eseguito in anestesia generale che consiste nell’inserimento, nell’addome del paziente, di un rene sano prelevato da un donatore vivente. Le indicazioni al trapianto di rene da vivente sono le stesse di quelle per il trapianto da donatore cadavere.

Il trapianto è un intervento lungo e complesso che dura da un minimo di 2 ad un massimo di 4-5 ore e che è eseguito in sala operatoria in presenza di un gruppo di circa 8-9 persone (chirurghi, anestesisti, infermieri e tecnici) che parteciperanno in équipe all’esecuzione del trapianto. E’ possibile utilizzare un rene prelevato da un donatore vivente perché nel donatore il rene rimanente è capace di svolgere le funzioni normalmente svolte da due reni.

L’ISMETT partecipa alla realizzazione del progetto di trapianto di rene in modalità cross-over, promosso dal Centro Nazionale Trapianti, che ha lo scopo di rendere possibile un numero maggiore di trapianti da donatore vivente nonostante le incompatibilità HLA o di gruppo sanguigno fra donatore e ricevente.

Il trapianto di rene da donatore vivente è una delle principali attività chirurgiche praticate in ISMETT e si basa sul principio fondamentale che donare un rene, soprattutto ad una persona cara, può essere una delle esperienze più gratificanti della vita.

In atto le procedure di nefrectomia laparoscopia rappresenta lo standard di trattamento presso ISMETT. La chirurgia laparoscopica è stata sviluppata per rendere più meno doloroso il decorso post-operatorio e più facile il recupero delle abituali consuetudini domiciliari alla dimissione dopo la donazione di un rene. I donatori che hanno subito una nefrectomia laparoscopica hanno meno dolore, un migliore effetto estetico, una degenza ospedaliera più breve, un periodo di recupero più veloce e un rapido ritorno alle normali attività.